Ciao, sono sempre il solito DK e ti do il benvenuto a un nuovo capitolo del nostro viaggio! Siamo tornati per raccontarti altre giornate indimenticabili della nostra avventura. Se nei capitoli precedenti sono riuscito a farti rivivere dei ricordi preziosi o a farti provare qualche emozione, allora non puoi perderti questo nuovo episodio.
E se sei un appassionato del Giappone, della sua cultura, delle sue tradizioni o semplicemente vuoi scoprire qualcosa di nuovo, ti invito a prenderti un momento e immergerti con noi in questa esperienza.
Hai anche tu pensieri, idee o passioni legate al mondo nipponico? Ti piacerebbe confrontarti con altre persone che condividono il tuo stesso entusiasmo per il Giappone? Allora entra nel gruppo Telegram di Ikigai, dove potrai trovare una community accogliente e piena di idee con cui condividere tutto ciò che ami del Sol Levante. Ti aspettiamo!
Sveglia presto, ancora un po’ assonnati ma con l’adrenalina che inizia a farsi sentire. Ci aspetta nella hall Mr. Kenji, sempre impeccabile e puntuale, pronto a guidarci in questa nuova giornata di esplorazione. Salutiamo l’hotel che è stato casa per qualche notte e ci dirigiamo verso la stazione, immersi nel fresco mattutino che già brulica di vita.
Una breve tappa al combini per fare colazione: il profumo del caffè e il sapore di Onigiri e Nikuman ci danno la carica giusta. C’è qualcosa di magico nel mangiare un pasto semplice mentre il mondo intorno si sveglia, un piccolo rito che ci fa sentire parte del Giappone quotidiano.
Saliamo sul treno, e mentre ci sistemiamo ai nostri posti, la città comincia a scorrere fuori dal finestrino. I grattacieli e le strade affollate lentamente lasciano spazio a quartieri più tranquilli, fino a quando il paesaggio cambia drasticamente. Le linee pulite della città moderna si fondono con immagini di un Giappone più antico, tradizionale, dove le case in legno e i templi cominciano a farsi più frequenti.
Ogni stazione che passiamo sembra portarci più lontano dalla frenesia metropolitana, fino a quando all’orizzonte si intravede il mare. Enoshima si avvicina, e con essa la promessa di una giornata diversa, fatta di bellezza naturale, leggende antiche e una quiete che contrasta con il ritmo di Tokyo.

L’aria cambia, diventa più salmastra, e con ogni chilometro in più sentiamo che l’avventura di oggi ci sta portando a scoprire una parte del Giappone più intima, quella che risuona con il cuore e lo spirito.
L’inizio della lunga salita verso i tre templi di Enoshima ci attende con la sua quieta imponenza. Ogni passo sembra guidarci non solo verso un luogo fisico, ma verso un viaggio più profondo nell’anima di questa isola mistica, intrisa di leggende e spiritualità .


Primo tempio: Hetsunomiya
Il primo tempio che incontriamo lungo il cammino è l’Hetsunomiya, dedicato alla dea Benzaiten, la dea delle arti e della fortuna. L’ingresso è ornato da grandi lanterne di pietra e torii che invitano a entrare in uno spazio sacro. Qui, sotto il portico del tempio, possiamo ammirare statue e dipinti che raffigurano Benzaiten, spesso con uno strumento musicale, simbolo della sua connessione con l’arte. Sentiamo quasi l’eco di una melodia lontana, come se la dea stessa ci stesse guidando in questo pellegrinaggio. Facciamo una piccola offerta, sperando di ottenere una benedizione, che sia per la nostra creatività o per un pizzico di buona sorte.


Secondo tempio: Nakatsunomiya
Proseguiamo la salita e giungiamo al Nakatsunomiya, il tempio centrale, posizionato a metà strada sull’isola. Da qui, la vista si apre e offre uno spettacolo mozzafiato sul mare, come se il cielo e l’acqua si fondessero all’orizzonte. Il tempio è più piccolo e tranquillo, e c’è un senso di pace che ci avvolge mentre attraversiamo i suoi torii. Le leggende raccontano che qui si trovi uno degli spiriti guardiani più antichi di Enoshima, e l’atmosfera sacra ci invita a riflettere. Ci fermiamo per un momento di meditazione, lasciando che il vento e il canto degli uccelli ci portino via i pensieri.


Terzo tempio: Okutsunomiya
L’ultimo tempio, l’Okutsunomiya, è il più remoto e misterioso, situato in una zona nascosta tra alberi e rocce. Ci sembra quasi di camminare in un altro tempo, lontano dal mondo moderno. Questo tempio, il più antico dei tre, è legato alla leggenda del drago di Enoshima, una creatura marina che si dice proteggesse l’isola. C’è una grotta vicina, ritenuta la dimora della dea Benzaiten, che custodisce antichi tesori e segreti. L’Okutsunomiya sembra custodire l’essenza spirituale più profonda dell’isola, e prima di partire, ci fermiamo per un ultimo inchino, portando con noi la forza e la serenità di questo luogo.


La leggenda del drago di Enoshima narra di un drago a cinque teste che terrorizzava la regione, causando distruzione e seminando paura tra gli abitanti. La dea Benzaiten, scesa dal cielo, fece emergere l’isola di Enoshima dal mare per fermare il drago, che alla fine si pentì dei suoi crimini e divenne il protettore dell’isola. Benzaiten è ancora oggi venerata come simbolo di bellezza e saggezza, e la leggenda vive nelle tradizioni locali.


Dopo la mattinata intensa a Enoshima, ci dirigiamo verso la stazione, pronti per una nuova destinazione: Kamakura. Il viaggio, seppur breve, ci porta fuori dal Giappone tradizionale di Enoshima per immergerci nella spiritualità buddista di questa antica città . Kamakura, famosa per i suoi templi e per il grande Buddha, ci accoglie con un’atmosfera serena e contemplativa.

Arrivati al tempio di Hasedera, ci perdiamo subito tra i suoi sentieri ricchi di storia. Mentre camminiamo, ammiriamo le piccole statue di Jizo, protettore dei bambini, disposte lungo il percorso, ognuna portatrice di una storia silenziosa e commovente. Ogni angolo sembra invitare alla riflessione e alla pace interiore.


Ci fermiamo poi nel giardino del tempio, dove una grande vasca con carpe koi si estende davanti a noi. Il loro lento nuotare crea un’atmosfera di calma perfetta, riflettendo l’armonia tra natura e spiritualità che caratterizza questo luogo sacro. Il pomeriggio scorre lentamente, e ci lasciamo avvolgere dalla tranquillità di Kamakura, dove ogni angolo ci ricorda il legame profondo tra l’uomo e il divino.

Proseguendo il nostro cammino a Kamakura, raggiungiamo il maestoso tempio di Hase-dera, uno dei più importanti e suggestivi della città . Appena varcato l’ingresso, ci colpisce l’atmosfera di pace e bellezza che pervade l’intero complesso. Salendo la scalinata, ci fermiamo spesso ad ammirare la vista panoramica sulla baia di Sagami, con il mare che si fonde all’orizzonte.
Il cuore del tempio è la grande statua di Kannon, la dea della misericordia. Alta oltre nove metri, è una delle statue di legno più grandi del Giappone, riccamente decorata con dettagli dorati. La sua espressione serena e compassionevole sembra abbracciare tutti i visitatori, infondendo un senso di profonda tranquillità .

Accanto al santuario principale, esploriamo anche la piccola grotta Benten-kutsu, dedicata a Benzaiten, la dea della fortuna e delle arti. Le pareti della grotta sono decorate con sculture e figure votive, illuminate da candele tremolanti, creando un’atmosfera mistica e intima.
Passeggiando nel giardino del tempio, circondato da fiori di stagione e cespugli ben curati, ci lasciamo trasportare dal suono dell’acqua e dai colori vibranti della natura. Ogni angolo del tempio sembra creato per invitare alla meditazione e alla contemplazione, e ci troviamo spesso a fermarci, rapiti dalla bellezza e dalla sacralità del luogo.
Dopo aver lasciato il tempio di Hase-dera, ci dirigiamo verso una delle icone più celebri di Kamakura: il Grande Buddha, o “Kamakura Daibutsu”. Quando arriviamo, la prima cosa che ci colpisce è la maestosità della statua, alta quasi 12 metri e interamente di bronzo. Nonostante la sua imponenza, il volto del Buddha esprime una calma profonda, quasi ipnotica, che sembra infondere serenità a chiunque lo osservi.

Il Daibutsu è all’aperto, circondato da una cornice naturale di alberi e colline, una visione che rende il momento ancora più spirituale. Camminiamo lentamente intorno alla statua, scoprendo i dettagli che raccontano la sua lunga storia. Un tempo ospitato in un grande tempio, il Buddha è rimasto esposto agli elementi dopo che il santuario venne distrutto da uno tsunami nel XV secolo, ma sembra aver mantenuto una forza immutabile nel tempo.

Lasciamo il Daibutsu con un senso di gratitudine per aver potuto ammirare una delle meraviglie storiche più importanti del Giappone, portando con noi l’immagine del suo volto tranquillo come simbolo di equilibrio e saggezza
Dopo aver trascorso una giornata immersi nella spiritualità e nella bellezza di Kamakura, ci dirigiamo verso la stazione, sentendo la stanchezza delle camminate ma anche la soddisfazione di ciò che abbiamo vissuto. Il sole inizia a calare, dipingendo il cielo con tonalità calde e dorate, mentre le strade della città si fanno più tranquille.

Arrivati alla stazione, ci sediamo in attesa del treno, con ancora negli occhi l’imponente figura del Daibutsu e la calma dei giardini zen. È il momento di riflettere sulle esperienze della giornata: dall’intensità della visita ai templi di Enoshima fino alla serenità delle carpe nel giardino di Hasedera. Il viaggio di ritorno sarà l’occasione perfetta per lasciar sedimentare queste emozioni.
Quando il treno arriva, ci sistemiamo nei nostri posti e, con un misto di stanchezza e appagamento, ci prepariamo a tornare a casa per il meritato riposo. Domani sarà un altro giorno di avventure, ma questa notte il Giappone tradizionale ci accompagnerà nei sogni, con le sue leggende e il suo spirito millenario.
Dopo aver recuperato le forze durante la notte, ci svegliamo carichi di energia e pronti per affrontare un nuovo giorno dedicato al nostro sport preferito: il “nerding”! Con entusiasmo, ci dirigiamo verso la metro, ansiosi di esplorare alcune delle aree più iconiche di Tokyo. La nostra prima meta è Nakano, un luogo di pellegrinaggio per tutti gli appassionati di anime, manga e cultura pop giapponese.

Appena arrivati a Nakano, ci dirigiamo verso Nakano Broadway, un vero e proprio paradiso per i nerd. Le sue gallerie si snodano tra negozi pieni di gadget, action figures e memorabilia dei nostri eroi preferiti. Ogni angolo è un tesoro: dai rari vinili di colonne sonore di anime ai fumetti vintage, ci perdiamo tra i colori e le forme degli oggetti che ci ricordano storie e avventure. Passiamo ore a curiosare, confrontando trofei e scoprendo articoli unici, mentre il tempo sembra volare.

Dopo aver soddisfatto la nostra curiosità e trovato qualche pezzo pregiato, ci spostiamo verso Ikebukuro, un altro centro nevralgico per gli appassionati di cultura pop. Qui, tra le strade affollate e i negozi illuminati, ci immergiamo in un mondo di gadget di Pokémon, One Piece e Dragon Ball. Il nostro spirito competitivo si risveglia quando decidiamo di tentare un po’ di sbusting, aprendo pacchetti di carte alla ricerca di quell’illustrazione rara che tanto desideriamo. Ridiamo e scherziamo, ognuno con le proprie speranze, mentre le mani si muovono freneticamente tra le confezioni.




Con una buona dose di fortuna, riusciamo a portarci a casa alcuni oggetti che ci faranno brillare gli occhi e ci ricorderanno questa avventura. I nostri cuori battono forte per la gioia di aver trovato ciò che cercavamo.

Con le borse piene e il morale alle stelle, chiudiamo la giornata dirigendoci a Shibuya. La vivace atmosfera di questo quartiere è contagiosa; mentre ci avviciniamo all’iconico incrocio, non possiamo fare a meno di sentirci parte di un grande spettacolo. Attraversiamo il famoso incrocio, circondati da un mare di persone, luci al neon e il suono della città che pulsa.

Ma non può esserci fine migliore per una giornata dedicata al nerding se non una tappa in una delle grandi sale giochi di Shibuya. Appena entriamo, veniamo accolti da una miriade di suoni e luci. Tra corse frenetiche, giochi di combattimento e simulazioni di batteria, veniamo rapiti dai classici cabinati enormi di pokemon e gundam.

Concludiamo la serata stanchi ma felici, circondati da un’energia vibrante e un senso di appartenenza. Il Giappone ci ha regalato un’altra giornata indimenticabile, piena di avventure, risate e tanti momenti da portare nel cuore. Mentre ci dirigiamo verso casa, non possiamo fare a meno di pianificare già la nostra prossima esplorazione, sapendo che ogni giorno qui ha il potenziale di diventare un nuovo capitolo della nostra storia nerd.
Grazie per essere arrivato fino a questo punto della nostra avventura! Se ti è piaciuto ciò che hai letto, resta in attesa per il vol. 3, dove visiteremo il mercato di Ueno e Akihabara, per poi concederci un tipico spuntino al maid café, al Palazzo Imperiale, al mercato di Ginza e a una spettacolare cena al ristorante di Kill Bill. Insomma, i racconti proseguono e continueremo a esplorare le meraviglie del Giappone e a vivere nuove emozionanti esperienze. Non vedo l’ora di condividere con te i prossimi capitoli di questa incredibile storia!
un grazie a simone “Rubix” per il contributo fotografico.
