Gli ultimi due giorni della nostra avventura in Giappone sono stati un vero tuffo nel passato e nel presente, un mix di emozioni che ci ha accompagnato fino all’ultimo istante.

La giornata è iniziata al museo delle katane, dove abbiamo potuto ammirare la bellezza e la perfezione di queste armi leggendarie, nate dalle mani dei più abili forgiatori giapponesi. Era come entrare in un altro tempo, circondati da spade che raccontavano storie antiche, e ogni lama sembrava vibrare di un’energia quasi palpabile. Ma l’esperienza non si è fermata lì: ci è stata data la possibilità di indossare le armature tradizionali, trasformandoci per un attimo in samurai pronti a difendere l’onore del clan.

Il momento culminante è arrivato con la prova di lancio degli shuriken: la nostra piccola competizione ha aggiunto un tocco di sfida e risate. Alla fine, tra grida di incoraggiamento e risate, è stata Deb a trionfare, guadagnandosi il titolo di “maestra degli shuriken” e lasciandoci tutti a ridere e applaudire.

Dopo questa immersione guerriera, ci siamo diretti al Museo del periodo Edo,

un luogo che è stato come una finestra aperta su un’altra epoca. Camminare tra le case tradizionali, con le porte scorrevoli e i piccoli giardini zen, ci ha fatto immaginare un Giappone che esisteva molto tempo fa. Le luci soffuse, i profumi leggeri di legno antico e l’atmosfera silenziosa ci hanno trasportato in una Tokyo molto diversa, popolata di mercanti, samurai e artigiani. Era come trovarsi su un set cinematografico, ma tutto era autentico, come se le persone di quell’epoca potessero comparire da un momento all’altro.

La serata è stata un degno finale. Ci siamo riuniti per una cena speciale, il momento perfetto per brindare e celebrare i ricordi di ogni singolo giorno vissuto insieme. Tra brindisi, risate e momenti nostalgici, abbiamo condiviso i nostri momenti preferiti, dal primo ramen agli strani gadget trovati ad Akihabara, fino agli incontri casuali che ci hanno fatto sentire a casa anche dall’altra parte del mondo. Quella sera, il pensiero della partenza ha lasciato spazio alla gratitudine per tutto ciò che avevamo vissuto, e ci siamo ripromessi di non lasciare che questa avventura restasse solo un ricordo, ma di portarla con noi per sempre.


Il giorno dopo, il nostro ultimo in Giappone, ci ha visti sparpagliati per la città, ognuno alla ricerca di un ultimo pezzo di Tokyo da portare via.

C’era chi si è concesso un dolce tradizionale, chi si è perso in una partita a Pokémon Go,

chi ha fatto un ultimo giro di shopping

e chi ha preferito passeggiare tra i grattacieli di Roppongi per ammirare l’orizzonte una volta ancora.

Io, invece, ho scelto di passare quest’ultimo pranzo in buona compagnia, gustando un sushi fresco e una porzione di anguilla, uno degli ultimi piatti che ci eravamo ripromessi di provare.

E così, con un cuore colmo di gratitudine e la pancia piena, ci siamo preparati per tornare a casa. Ogni paesaggio, ogni sapore e ogni esperienza vissuta in questo viaggio si è trasformata in un ricordo prezioso da portare sempre con noi.

Eccoci giunti alla fine di questa avventura che ha trasformato ognuno di noi. Questo viaggio in Giappone non è stato solo un percorso tra templi, metropoli, ramen e gadget, ma una scoperta costante, un’immersione tra storia e modernità, un susseguirsi di emozioni che hanno risvegliato il nostro senso di meraviglia.
Abbiamo vagato tra i vicoli senza tempo di Tokyo e assaporato la vibrante vita notturna di Shinjuku, esplorato le altezze vertiginose di Yokohama e i sotterranei più nascosti della cultura otaku. Siamo stati guerrieri per un giorno nel museo delle katane e affezionati nerd tra le luci e i suoni di Akihabara. E ovunque andassimo, in ogni tappa e in ogni assaggio di cultura giapponese, abbiamo ritrovato un pezzo di noi, qualcosa che forse era rimasto nascosto fino a questo viaggio.
Questo diario di bordo è stato il nostro compagno fedele, testimone di ogni scoperta e di ogni risata. Grazie per essere stati con noi in queste pagine, per aver assaporato il Giappone attraverso le nostre storie.
Ciò che rimane adesso è la nostalgia di un viaggio che è diventato parte di noi, e la promessa di tornare. Perché ogni vero viaggiatore sa che i luoghi che amiamo non ci lasciano mai davvero, e il Giappone resterà sempre, in qualche modo, il nostro “dove”.
Che tu possa realizzare i tuoi sogni viaggiando.
DK
