Il nuovo giorno inizia, come ormai di consueto, con una colazione abbondante al nostro combini di fiducia. Tra onigiri, sandwich e caffè freddo, facciamo scorta di energie per la giornata e ci prepariamo per una nuova avventura. Oggi, destinazione Ueno!

Quando arriviamo a Ueno, ci accoglie una zona vivace e brulicante di vita. Ueno è un quartiere storico, dove il moderno si mescola armoniosamente con il fascino antico. Ci addentriamo tra i viali alberati e le stradine affollate di negozi, passando davanti a vecchie insegne e bancarelle colorate.

Il nostro primo stop è un negozio di ben nove piani, che sembra custodire tutto ciò che si possa immaginare: dall’abbigliamento agli accessori, dai souvenir agli articoli più curiosi. Saliamo piano per piano, ammirando l’incredibile varietà di prodotti e facendo scorta di ricordi e regali per amici e famiglia.

Dopo una sessione di shopping, ci dirigiamo verso il mercato di Ameya-Yokocho, conosciuto anche come il “Mercato di Ueno”. Qui, la vera essenza del Giappone urbano si fa sentire: il profumo delle spezie e del pesce fresco, le grida dei venditori che promuovono i loro prodotti, il vociare dei passanti, tutti intenti a cercare l’affare perfetto. Tra le bancarelle di street food non possiamo resistere alla tentazione di fermarci per un assaggio di takoyaki, le classiche polpette di polpo. Ogni boccone è un’esplosione di sapori, caldo e croccante all’esterno, morbido e saporito all’interno. Il condimento di salsa e fiocchi di pesce essiccato si muove con il vapore, un piccolo spettacolo che rende il tutto ancora più appetitoso.
Dopo aver esplorato a fondo Ueno, riprendiamo il treno e ci dirigiamo verso un’altra icona del Giappone: Akihabara. Questo quartiere è un paradiso per gli appassionati di tecnologia, manga e cultura pop giapponese.

Le strade di Akihabara ci accolgono con i loro neon brillanti e le gigantesche insegne colorate che pubblicizzano videogiochi, anime e gadget. Dappertutto ci sono negozi dedicati agli otaku, pieni di figurine, poster, modellini e giochi di ogni tipo.

Ci perdiamo in questa giungla colorata, entrando e uscendo dai negozi pieni di oggetti e accessori ispirati ai nostri personaggi preferiti. Ogni negozio è come un piccolo mondo a sé, dove sembra che il tempo si fermi. Facciamo una tappa obbligatoria al celebre Mandarake, un immenso negozio di sei piani dedicato interamente a manga, fumetti e rarità. Passiamo in rassegna scaffali di fumetti, action figures e oggetti da collezione che ci riportano all’infanzia, fermandoci spesso a scoprire tesori nascosti.
Dopo aver riempito le borse con acquisti da Mandarake, passiamo da Don Quijote, un emporio ancora più folle, con una selezione di oggetti talmente vasta e variegata che è difficile uscirne senza aver comprato almeno una curiosità. Dalle statuette agli snack giapponesi, ogni piano di Don Quijote è una scoperta, e non possiamo fare a meno di aggiungere qualche altro ricordo alla nostra giornata.
La nostra esplorazione ci porta poi in una delle numerose sale giochi di Akihabara, dove ci sfidiamo in una partita a Mario Kart. Tra risate e competizione, il suono delle macchinette e l’atmosfera vibrante ci fanno dimenticare per un attimo il mondo esterno.

Quando finalmente finiamo, decidiamo di concederci una pausa in uno dei famosi maid café. Lì, ci accolgono cameriere in divisa da cameriera giapponese, che ci intrattengono con sorrisi e canzoni, mentre ci servono un perfetto omurice decorato con scritte di ketchup disegnate al momento. È un’esperienza simpatica, che ci fa sentire come in un anime.

La sera scende, ma Akihabara non perde un grammo del suo fascino. Le luci si fanno più intense e il quartiere sembra risvegliarsi con una nuova energia. Ci fermiamo ancora un po’, esplorando gli ultimi angoli, magari alla ricerca di un altro piccolo tesoro da portare con noi. Quando finalmente decidiamo di tornare, lasciamo Akihabara carichi di nuovi ricordi, acquisti e tanta nostalgia per questa giornata indimenticabile, in cui ci siamo lasciati trasportare nel cuore della cultura pop giapponese.

Il nostro nuovo giorno inizia con un’atmosfera di rispetto e meraviglia: siamo in visita al maestoso Palazzo Imperiale di Tokyo.

Il piazzale, vasto e incorniciato da alberi ben curati, si estende davanti a noi come un tappeto di tranquillità in pieno centro città. Il contrasto tra i grattacieli moderni e il Palazzo, circondato da mura storiche e fossati d’acqua, crea un fascino senza tempo. Mentre ci godiamo la quiete e la bellezza del luogo, assistiamo per caso a una scena rara: la cerimonia di addio di un diplomatico in partenza dal Giappone. Le auto ufficiali eleganti sfilano davanti a noi, un vero privilegio poter osservare un momento così simbolico e solenne.

Dopo questa emozionante esperienza, ci dirigiamo verso il vivace quartiere di Ginza. Lì, tra le bancarelle e l’aria frizzante del mercato del pesce, troviamo un piccolo e nascosto ristorantino di sushi. È uno di quei posti che sembrano invisibili a chi non conosce bene la zona, ma che custodiscono il vero spirito del Giappone. Ci accomodiamo al bancone e osserviamo il maestro del sushi all’opera. Ogni pezzo è preparato con cura, e quando finalmente assaporiamo il nostro sushi, il gusto del pesce fresco, così delicato e deciso, sembra fondersi con l’atmosfera unica del luogo.

Con lo stomaco e il cuore pieno di soddisfazione, ci muoviamo verso una delle esperienze più suggestive del nostro viaggio: il teamLab Borderless. Entrare in questa installazione artistica digitale è come tuffarsi in un sogno, un mondo fatto di luci, colori e suoni che si muovono e cambiano attorno a noi. In ogni stanza ci accolgono opere in continua trasformazione: luci che si dispongono in forme eteree, proiezioni di fiori che sbocciano e sfioriscono, un mare luminoso che sembra ondeggiare ai nostri passi. È un luogo che invita a lasciarsi trasportare, dove ogni angolo nasconde una sorpresa, una nuova emozione. Ci perdiamo in questo universo surreale, camminando lentamente tra luci e ombre, rapiti da un’esperienza che sembra non avere confini.


Usciti dal teamLab, ancora affascinati e un po’ storditi da questa magia, ci dirigiamo verso un altro angolo unico di Tokyo: l’orologio del Castello Errante di Howl, un regalo di Hayao Miyazaki alla città. La struttura, imponente e fantastica, sembra proprio uscita da un film dello Studio Ghibli, e ogni ora si anima con piccole creature e ingranaggi che prendono vita, accompagnati da una melodia incantata. Rimarremo lì per qualche minuto, in ammirazione, lasciandoci trasportare ancora una volta nel mondo fiabesco del grande maestro dell’animazione.

Ma la nostra giornata non è ancora finita: ci spostiamo a Shinjuku per vedere un’altra icona pop giapponese, il gigantesco Godzilla. Sbuca tra i grattacieli come un guardiano della città, imponente e fiero, a ricordarci la grandezza dei film giapponesi. La sua testa emerge tra gli edifici e, a intervalli regolari, ruggisce, regalando ai passanti un momento di sorpresa e divertimento.

Per concludere la giornata in bellezza, ci spostiamo a Gonpachi Nishiazabu, un ristorante celebre per essere stato la location d’ispirazione per il film Kill Bill.

L’interno del locale è un’autentica opera d’arte, con ponti di legno e decorazioni tradizionali giapponesi che creano un’atmosfera unica. Questa sera, siamo qui per festeggiare il compleanno del nostro amico Ezio-san. Ridiamo e brindiamo, gustando piatti giapponesi come yakitori e tempura, ricordando i momenti incredibili vissuti finora e quelli ancora da vivere.

Grazie per essere arrivato fino a qui! Se ti è piaciuto questo viaggio e vuoi scoprire il fascino della baia di Odaiba e l’energia vibrante di Yokohama, non perdere il prossimo volume del diario di bordo. Ci sono ancora tante avventure da vivere insieme!
Un grazie a Simone Rubix Per il contributo foto.
